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lunedì 6 giugno 2016

Sacchetti impermeabili per le scarpe

Con l'anno nuovo ho ripreso dopo tanto tempo la palestra. Mi ha fatto bene all'umore, al sonno, e ...speravo facesse bene anche al mio giro vita, invece dopo un breve calo si è fermato tutto...(sarà che mangio come un tribunale???)...vabbè.

Non sono abituata a vestirmi alla moda per andare a fare ginnastica, per me la palestra è un luogo dove si suda, si puzza (io in particolar modo) e d'istinto mi vestirei con le peggiori t-shirt, tanto dopo 1 ora devono essere lavate e rilavate. Non mi trucco per fare sport e mi pettino alla bell'e meglio (o alla meno peggio). E invece poi mi ritrovo a tu per tu con tipe tutte in tinta, dalla testa ai piedi, che non si spettinano nemmeno dopo 2 ore di saltelli e capriole. Il confronto è impietoso. 
Sia in palestra che negli spogliatoi, dove le tipe precisine sfoggiano una borsa-matrioska: ogni cosa è custodita in un sacchettino o borsettina della giusta dimensione, chiaramente con colori pastello perfettamente abbinati fra loro.

Io invece apro una borsa chiusa a pressione, dove la cintura dell'accappatoio è diventata un tutt'uno con il filo del phon, la spazzola non c'è perchè è rimasta sul lavandino di casa e il bagnoschiuma vaga indisturbato fra la biancheria pulita. Un disastro.
Ma l'apice l'ho toccato quando ho tirato fuori scarpe e ciabatte rigorosamente incartate in un sacchettaccio di plastica mezzo scolorito dell'ortolano sotto casa. A tutto c'è un limite. Questa volta l'ho capito anche io.

Ho capito che...
...anche se ormai vado per i 36 (sigh! sob!)
...anche se vado in palestra per cercare di consumare 2 cm di fianchi e non per conquistare l'istruttore 
...anche se l'immagine non è la cosa più importante
...però devo avere un po' di amor proprio e di rispetto per me stessa. Che alla fine nonostante i miei rotolini non sono poi così male, ma se mi presento sempre come appena uscita dal tornado non potrà notarlo nessuno.
Perchè -diciamocelo- ricevere un complimento fa stare bene, anche quando a farlo è una donna, anche quando si parla di una maglietta intonata.

E così ho fatto un bel ripulisti nel mio cassetto della ginnastica, sono andata da Decathlon e ho rinnovato un po' la situazione.
Per rimediare alla borsa ho arraffato un paio di beauty e sacchettini che giacevano in un cassetto e adesso phon e bagnoschiuma sono sistemati.

Ma che fare per le scarpe e le ciabatte???
Servono sacchetti grandi e impermeabili, come rimediare senza ricadere nel sacchetto oRendo??

Mi è venuto incontro un banchino di cianfrusaglie del mercato. con 5 euro mi sono accaparrata una tenda da sole a strisce da cui ho ricavato 2 sacchetti: grandi, impermeabili e lavabili.


Quello delle scarpe l'ho rifinito con una pence sul fondo, in modo da dargli il giusto volume per contenere le scarpe.
1 ora di lavoro e 2 cordini di recupero. Non male, no?

Confesso, adesso quando sono nello spogliatoio mi vergogno solo (si fa per dire) dei miei rotolini, almeno la presentazione borsa mi fa sentire a posto!!


venerdì 6 febbraio 2015

EasyMum: nastro per sonaglini

Con questo post vorrei lanciare una nuova mini rubrica sul mio blog, che chiamerò EasyMum e raccoglierà idee, suggerimenti, segnalazioni che possano aiutare a rendere più semplice la vita di tutte le mamme.
I post di questa sezione riguarderanno idee lanciate e realizzate dalla sottoscritta, ma anche tutto ciò che di utile si può trovare in rete e -perchè no- anche le VOSTRE idee e segnalazioni!

Pertanto siete tutti invitati a scrivermi nei commenti per candidarvi a presentare una idea EasyMum e io vi dedicherò un post: potrà essere una trovata vostra o una segnalazione di qualcosa scoperto in rete, quello che vi chiedo è che voi lo abbiate provato, in modo da raccontarmi la vostra esperienza.

Per questa prima settimana voglio presentarvi una idea banale, tanto banale da non avere nemmeno un nome vero.
Intorno ai 4 mesi di vita i bambini iniziano ad afferrare gli oggetti, di solito per studiarli da vicino ricoprendoli di bava e noi facciamo salti di gioia, piene di orgoglio materno per quelle piccole manine acchiappine. Poi i nostri bimbi imparano a stare seduti e quegli oggetti non solo vengono afferrati e sbavati, ma anche lanciati amorosamente di sotto dal seggiolone, o dal passeggino, o dal lettino.
La prima volta si ride, si dice "bravo birbante!", la seconda volta facciamo le finte arrabbiate, alla ventesima la tentazione è di fiondare quei balocchini fuori di finestra.
Chi di noi spingendo il passeggino non si è mai voltato indietro scorgendo una scia di balocchi degna di pollicino? Quante sono rimaste incriccate con la schiena nel tentativo di riacchiappare il sonaglino preferito sotto il letto? E quante si sono vergognate infilandosi carponi sotto il tavolo della pizzeria cercando fra le molliche sporche una macchinina?

Stufa di queste situazioni ho preso un nastro di raso (fra l'altro riciclato da una confezione regalo di una erboristeria) abbastanza lungo e alle estremità ho applicato un bottone automatico, in modo da chiuderlo ad anello.
In questo modo posso passarlo nelle fessure dei giochi e legarli a seggiolone/sedia/passeggino in modo che se cadono (e cadono!) rimangono appesi, non toccano terra e si recuperano facilmente.
Il nastro deve essere lungo per permettere al bambino di giocare senza esserne infastidito e morbido perchè non si faccia male.
Il bottone automatico non è obbligatorio, ma è più veloce da aprire al volo di un nodo che potrebbe stringersi a morte.

Lo so, è una idea di una banalità disarmante, ma vi assicuro che è molto utile, io me lo porto sempre dietro!

Via, adesso tocca a voi, quali idee vi hanno aiutato  risolvere un problema? Scrivetemi!!


giovedì 12 giugno 2014

L'agenda della pulizie di casa

Se ancora non conoscete Koko Pi e il suo meraviglioso blog Ordinata-mente vi consiglio vivamente di leggerlo, perchè troverete ottimi spunti per organizzare la vostra vita e la vostra casa e per una volta un sacco di consigli a misura umana, che non richiedono sforzi eccessivi e strane attrezzature.

Grazie a lei ho scoperto il metodo Fly Lady e dopo poco ho scoperto che non faceva per me: a parte il bombardamento insopportabile di e-mail, il suo piano di lavoro per la pulizia della casa non calza con la mia situazione e le mie abitudini. Però mi è piaciuta la filosofia: poco per giorno tutti i giorni per avere una casa a prova di CAOS (Casa Anti Ospiti a Sorporesa). 
E così ho deciso di provare a organizzare la mia agenda delle pulizie personale, basata sulle misure della mia casa e sulle mie abitudini. La sto ancora testando e mettendo a punto, ma sono troppo orgogliosa, ve la voglio mostrare.
Prima di cominciare dovete sapere che sono partita da questi presupposti:

- da un po' sono a casa in maternità, e questo mi permette di dedicare un po' più di tempo alla mia casa di quando stavo almeno 9 ore al giorno in ufficio

- per il motivo di cui sopra ho cercato di limitare al minimo indispensabile le pulizie nel fine settimana, quando il non-marito è a casa e possiamo dedicarci a noi 3 (+ pancia)

- io non ho una casa piccola (poco meno di 100mq), ma nemmeno le reggie a 28 stanze di cui parla Fly Lady, quindi posso permettermi di pulire più stanze in un giorno

- di Fly Lady mi piaceva poco l'idea di dedicare una intera settimana ad una zona/stanza diversa, perchè (a parte le routine) significa pulire quella zona/stanza solo ogni 5/6 settimane.

Ma vediamo come ho proceduto. Per prima cosa ho definito le Routine di mattina e sera come suggerito da Fly Lady: piccole abitudini da fare tutti i giorni.

Routine della mattina (20 min circa): 
1. Rifare i letti
2. Passata veloce ai bagni
3. Swiffer rapido per casa
4. Stendere i panni (la lavatrice la programmo di solito per la mattina presto, in modo che sia pronta quando mi alzo)

Routine della sera (30 min circa): 
1. Spazzare la cucina
2. Pulire lavello e fornelli
3. Caricare e programmare la lavatrice
4. Preparare i vestiti per il giorno dopo
5. Annaffiare le piante

I punti 3 e 5 non li faccio davvero tutte le sere, ma averli scritti mi aiuta a chiedermi se devo farlo o no.
Quindi ho diviso la mia casa in zone e mi sono organizzata in modo da pulirle tutte nell'arco di 1 settimana:

LUN: Camera (e il suo terrazzino) + Camerina (e il suo terrazzino)
MAR: Bagni (ne ho 2 entrambi piccoli) + Ripostiglio
MER: Zona giorno e terrazzo di ingresso
GIO: Zona giorno e terrazzo del salotto
VEN: extra

Quindi ogni giorno, oltre alle routine pulisco bene alcune zone, per ogni zona ho stilato una lista di cose da fare (spolverare, aspirapolvere, straccio, etc). L'idea è quella di arrivare al giovedì con la casa pulita come prima invece facevo sacrificando una mezza giornata intensa del mio fine settimana. 
Il venerdì, invece, mi voglio dedicare ad UNA SOLA ZONA in modo approfondito, ciò include un po' di sano decluttering, lavaggio approfondito di superfici e vetri. Ogni venerdì la zona sarà diversa.

Il Sabato e la Domenica vorrei riuscire a limitarmi alle routine di mattina e sera, in modo da godermi appieno la mia famiglia, ma sto ancora cercando di capire se la cosa è praticabile.

In questo modo riesco ad avere sempre una casa decente, senza passare giornate intere a pulire e senza passare dal caos più completo all'ordine maniacale. E in più il programma mi obbliga a non "dimenticarmi" di nessuna zona della mia casa, ripostiglio compreso.
Vi assicuro che la differenza si vede, perchè se ogni giorno mettiamo a posto un angolino alla fine tutto sembra più in ordine e più pulito.

Del resto non voglio una casa-museo, mi piace vedere che è una casa vissuta, non mi crea problemi far vedere qualche balocco a giro o una pila di riviste sulla scrivania. Quello che voglio evitare è che la situazione degeneri in questi mesi di congedo a casa e forse così ci riuscirò davvero.







domenica 8 giugno 2014

Vestiti Premaman

La gravidanza è un periodo bellissimo, in cui devi (o almeno dovresti) dedicarti solo a te e alla tua pancia e per una volta dimenticarti della famigerata prova costume.
E' un periodo in cui ci si può dimenticare anche della moda e delle tendenze dell'estate, niente aggiornamenti al guardaroba, ci si può limitare a qualche abito morbido e qualche maglia abbondante.
In realtà alcuni marchi noti presentano fantastiche (e carissime) linee di abiti premaman, che vi farebbero sentire delle vere principesse col pancione, ma visto che io mi sento felice e bella come una principessa anche con una tutona, perchè devo spendere un patrimonio per dei vestiti che metterò al massimo 2 mesi nella mia vita?

La soluzione più semplice è ripiegare su capi a poco prezzo, che spesso sanno essere aggraziati tanto quanto quelli super costosi. Ma non importa vestirsi come delle mongolfiere solo perchè si ha un pancione rotondo da portare a giro, giusto? Anzi, a me piace vedere che sono una donna con il pancione e non un divano ambulante coperto da un Granfoulard. 
Così, partendo da qualche abito non proprio attraente, si può arrivare a renderlo perfetto.

Qualche giorno fa, in uno dei miei negozietti da hobby preferiti, mi sono lasciata incantare da questi:

un set di colori per stoffa e un kit di stencil traforati a laser con motivi giapponesi.

Cosa ne ho fatto? Avevo comprato un paio di vestiti taglia L per coprire la pancia, ma una volta arrivata a casa avevo visto che erano troppo...largoni e anonimi. Quello che serviva era una piccola rivisitazione, ed ecco qua! Li vedete splendidamente indossati da Naomi, la mia modella personale.





Che ve ne pare?

Il primo vestito l'ho decorato in blu e ristretto al petto con un paio di pences. 

Il secondo vestito in realtà era una magliettona lunga e mi faceva sembrare una balena rigirata in un lenzuolo.... 
Va bene non essere sexy, ma nemmeno buttarsi via...

Partendo come modello da una t-shirt che mi sta bella aderente l'ho ristretto ai fianchi (anzi, glieli ho creati) e l'ho decorato con donnine giapponesi e matriosche.
 
Non male per essere alla mia prima volta, no? Adesso mi tornano a pennello anche 2 vestitini da 9 euro. ;)

Perchè essere mamma è bello e non ci dobbiamo abbrutire: farete girare la testa anche con il pancione, credetemi, basta un filo di trucco, un vestitino adatto e... sentirsi belle come pricipesse, perchè lo siamo davvero!!


lunedì 17 febbraio 2014

Come nascondere il disordine

Se è vero che i nati sotto il segno della Vergine sono precisi, ordinati e pignoli, io sono l'eccezione che conferma la regola.
Disordinata cronica, riesco a mescolare sullo stesso tavolo stoffa, pennarelli, piatti, cellulare e libri senza sentirmi avvolta dal caos.
Mi piace assegnare un posto ad ogni cosa, ma poi lascio sempre ogni cosa a giro, possibilmente nell'ultimo posto in cui l'ho utilizzata o semplicemente nel posto in cui mi va in quel momento.
A mio favore però gioca la grande capacità di ritrovare sempre (o quasi) quello che cerco, perchè so riconoscere i posti in cui la mia sbadataggine mi suggerisce di abbandonare gli oggetti e non mi fermo alle apparenze: gli occhiali non si vedono sulla scrivania? Ciò non significa che non ci siano: avete provato a sollevare le pile di fogli o a spostare il cesto della frutta? Ci vuole fantasia, anche nella ricerca.

Inoltre al mio caos naturale non giova la moltitudine di oggettini che un loro posto non ce l'hanno davvero perchè poco importanti o poco voluminosi, ma che comunque non meritano di finire nel cestino.
Per ovviare alle pile disordinate di fogli che occuperebbero in pianta stabile la mia scrivania, da un po' di tempo mi sono appellata ai santi raccoglitori di cartone di IKEA.
Che poi, detto fra di noi, io vivrei bene anche fra le pile di foglietti, ma convivo con uno abituato all'ordine della (sua) mamma e ogni tanto bisogna che corra ai ripari..
Comunque, tornando ai nostri raccoglitori IKEA, costano poco, sono colorati e capienti, ma hanno qualche difetto. Prime di tutto le fantasie non sempre si intonano all'arredamento (vorrei sapere chi ha pensato quelli a righe multicolor...ma in Svezia si intonano con la tappezzeria?!?) e poi, essendo di cartone, si sfondano facilmente.
Così, ispirata da un vecchio post di Tulimami che avevo tenuto in serbo, ho ripiegato per quelli di legno (sempre made in IKEA) e li ho personalizzati a modo mio.



Che ve ne pare? Niente male per dei semplici raccoglitori, no? La stoffa si intona alla perfezione con il mobile libreria ed hanno un che di professional e non fanno per niente ufficio, cosa di cui mi preoccupavo, dato che il mobile in questione fa parte del salotto.

Realizzarli è più veloce a farsi che a dirsi: scegliete una stoffa che vi piace e ritagliatela della dimensione del raccoglitore, lasciando un margine di 1,5 cm su ogni lato in modo da rivestire un po' anche i lati che rimarranno nascosti. Applicare con colla vinilica leggermente diluita con acqua spennellando bene sotto e sopra la stoffa. Tagliare con le forbicine in corrispondenza del buco in modo da formare tanti "spicchi" che poi andranno ripiegati ed incollati verso l'interno. Dopo un paio d'ore di asciugatura saranno pronti per la vostra libreria, per nascondere il vostro disordine e far felice un non-marito maniaco dell'ordine.


giovedì 13 febbraio 2014

Mamma con la valigia: il lato positivo delle trasferte

Essere una mamma lavoratrice è faticoso e a volte frustrante, ma non mi scambierei mai con una mamma casalinga. Non fa per me: avrei la casa più in disordine di adesso, la cena sempre da preparare e vivrei nell'oblio dell'insoddisfazione. Non c'è niente da fare, è più forte di me, io riesco ad organizzarmi bene se sono costretta a farlo, cioè se devo correre, sbrigarmi e giocare a tetris con gli impegni della settimana.
E poi il lavoro mi costringe per qualche ora al giorno a non pensare alla casa, ai panni, alla spesa. In un certo senso mi libera la mente. 

Ma c'è un momento in cui mi pesa davvero tanto tanto lavorare, ed è quando devo partire per qualche giorno e lasciare i miei ometti a casa.
In realtà il babbo e il piccoletto se la cavano benissimo senza di me, si organizzano cene da maschi a base di hamburger e ketchup, fanno la lotta sul divano e guardano i cartoni mangiando "coccorn".
E se devo dirla tutta mi da soddisfazione viaggiare per lavoro e lavorare con persone nuove.

Però ogni volta mi struggo al pensiero di partire e la sera in albergo mi mancano le coccole e gli abbracci.
Ma c'è una risvolto positivo che possiamo dare a questa lontananza forzata: dedicarci per una volta a noi stesse. Non abbiamo scuse: il pargolo è coccolato da babbo,nonni, zia e compagnia, ci siamo solo noi e il nostro (comunque poco) tempo libero.

Purtroppo il viaggio in questione è pur sempre un viaggio di lavoro, non è che ci si possa sdare più di tanto. Nei casi fortunati in cui sono stata spedita a Barcellona ho avuto il lusso di fare shopping anche alle 21.00, perchè là i negozi chiudono tardissimo. Oppure potreste trovare un museo con aperture serale. 
Ma di solito la serata si passa in albergo o poco più.

Ma anche nel luogo più sperduto del mondo avrete una camera d'albergo con un bagno tutto per voi e allora...lanciatevi! Approfittatene per un lunghissimo bagno caldo in vasca, mettetevi lo smalto e lasciatelo asciugare con calma, leggetevi un bel libro finalmente nel silenzio totale. Ci sono un sacco di cose che non riusciamo mai a fare perchè siamo rincorsi dai figli o dai mariti, se ci pensate per tempo potreste sfruttare questi preziosi momenti di solitudine.

Tutto questo non vi farà sentire meno la mancanza della prole, ma vi farà rilassare e stare bene.

Io, per esempio, durante l'ultima trasferta in un paesino sperduto della Germania, mi sono data alla cura del viso...