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mercoledì 18 gennaio 2017

Astuccio personalizzato

Ma secondo voi, un bambino che si ritrova una mamma smanettona può andare a scuola con un astuccio comprato? Assolutamente no! (almeno per ora, so che arriverà presto l'età del conformismo con i compagni e non glielo potrò negare...
Al rientro dalle vacanze le maestre ci hanno chiesto di far portare ai bambini un astuccio con pochi oggetti, in modo da farli abituare alla gestione delle loro cose , perchè il prossimo anno andranno in prima elementare (non ditemi che si chiama "scuola primaria", per me rimangono le elementari) e devono iniziare a comportarsi da grandi.

Durante le feste, accantonate le collane all'uncinetto e i paracolli per le mie colleghe, mi sono dedicata ai lavoretti per i miei figli.

Da un gambule di un vecchio jeans ho ricavato un astuccio a bustina semplicissimo.


Ho lasciato e vecchie cuciture del jeans ed ho aperto la gamba solo sul lato interno per inserire la chiusura lampo.

Prima di farlo ho disegnato e ritagliato le lettere del nome su scampolini di stoffa colorata (vedete perchè è bene non buttare tutto?) e le ho applicate a macchina con un punto festone.

Una volta applicata la cerniera ho risvoltato e cucito i lati, facendo attenzione che la cucitura originale del jeans rimanesse sul davanti dell'astuccio.
Per applicare le lettere io mi sono aiutata con della carta bi-adesiva: prima si disegna il soggetto sulla carta (mi raccomando, le lettere devono essere disegnate al contrario!) e la si applica stirando sul retro della stoffa; quindi si ritaglia la sagoma di stoffa, si leva la carta sul retro e si stira nella posizione in cui la volete cucire. E' utilissima per i piccoli soggetti che non possono essere fissati con gli spilli.

Il jeans si conferma come uno dei materiali da me preferiti per il riciclo ed il riuso: è bello, resistente, facile da lavare, unisex. E non ha bisogno di fodere per essere rifinito. Inoltre secondo me ha la giusta consistenza (pesante ma non rigido), che lo rende adatto anche alle principianti perchè si macchina bene e dà un bel risultato.

Chiaramente l'astuccio in jeans con il nome ha già fatto breccia, il prossimo in arrivo sarà per mia sorella, ma avrà la forma di un beauty...stay tuned!


domenica 4 dicembre 2016

Paesaggio invernale

Questa settimana mi sono dedicata ad un lavoro lungo ma tanto divertente: ho realizzato un tappetino per il nido del mio piccolo pallottolino.
Durante la prima riunione dell'anno le maestre mi hanno gentilmente chiesto se volevo offrirmi volontaria per la realizzazione di un tappetino che loro utilizzeranno all'interno di una scatola narrativa.
L'anno scorso, infatti, mi ero cimentata nella realizzazione dell'orto di Petuzzo, che devo dire aveva riscosso un grande successo.
Così quest'anno mi è toccato di nuovo. Devo dire la verità, quando mi affibbiano chiedono un lavorino così mi sta sempre fatica e mi mette pensiero, chissà quanto mi ci vorrà, se verrà bene, se lo consegnerò in tempo. Ma in fondo in fondo mi fa piacere, un po' perchè finalmente qualcuno apprezza i miei sforzi, un po' perchè è divertente fare lavoretti così fantasiosi.

Quest'anno la storia che sarà rappresentata attraverso il meccanismo della scatola narrativa (se non sai cos'è puoi leggerlo qui) è "Il regalo di Natale di Attilio".
Il topolino Attilio torna a casa da scuola con un bel regalo per la mamma: dei biscotti fatti da lui e la ricetta che ha usato. Ma sulla strada di casa incontra tanti animaletti che hanno fame perchè il bosco è coperto di neve. Attilio è generoso e regala a tutti un biscotto, ma quando arriva a casa ne è rimasto solo uno e si dispera.
La mamma lo consola e lo ringrazia, e poi grazie alla ricetta che Attilio ha portato a casa insieme preparano tanti buonissimi biscotti.

A fine riunione ho guardato un po' le immagini del libro per prendere ispirazione e a casa ho rovistato tra il pannolenci e il pile e ho trovato qualche ritaglio che faceva al caso mio.

Così è sorto questo piccolo paesaggio invernale, morbido morbido.





























Per i dettagli ho preso dei piccoli ritagli avanzati da vecchi lavori (non si butta via nulla...) e per fare la neve ho usato alcuni piccoli pon pon bianchi che avevo comprato per fare l'albero di Natale 3D.

Adesso mancano solo i personaggi (che per fortuna sono toccati in sorte ad un'altra mamma) e la magia può iniziare!!


lunedì 21 novembre 2016

Astuccio multi...Tasche!!

Se ne vedono di tutti i colori, i jeans hanno davvero mille vite, perchè anche dopo che sono passati di moda (o che non ci entrano più...) possono essere riciclati in tanti modi diversi.

Ancora non mi sono mai cimentata in una borsa, prima o poi ci arriverò, per il momento i ricicli che mi piacciono fare di più sono dei cestini portatutto (come vi avevo già presentato qui) e dei piccoli astucci, ricavati delle tasche posteriori.

Questi ultimi sono in assoluto il progetto più facile che si possa immaginare, adatto anche a chi è neofita della macchina da cucire. Se non la avete ve lo sconsiglio, perchè il jeans è duro da cucire a mano, fareste una faticaccia terribile.

Basta ritagliare le due tasche posteriori di un jeans lasciando un paio di cm per le cuciture, accoppiarle dritto contro e aggiungere una zip colorata: otterrete in pochi minuti un astuccio bustina con due tasche esterne aggiuntive. 
A seconda della taglia e del modello dei jeans sfruttati ricaverete astucci di dimensioni e forme diverse

Se poi volete potete sbizzarrirvi con decorazioni dipinte o applicate in tinta con la zip. Che ne dite di queste farfalle di legno? Non sono deliziose?





mercoledì 9 novembre 2016

Pupazzino orsetto

Di chi è questo musetto simpatico e sbarazzino?
Di un orsetto birichino, 
che farà felice un bel bambino
mentre fa la nanna nel suo lettino.

Volevo dare un nome a questo orsetto, ma poi ho deciso che sarà il suo nuovo compagno di giochi  a sceglierne uno perfetto per lui. Mi piace regalare ai bimbi delle mie amiche un piccolo pensierino fatto con le mie mani, che non ha un gran valore (e non è bello come i peluche che si trovano nei negozi) ma è sicuramente un pezzo unico realizzato pensando proprio a quel bambino che lo avrebbe ricevuto.
Il pupazzino orsetto è realizzato con morbido pile e pannolenci e con un ritaglio di maglina a righe recuperato dalle maniche di un body che mio figlio aveva messo solo 2 volte ed era così carino che era un sacrilegio buttare via. 
Gli occhi e la bocca sono ricamati a mano mentre il nasino è una pallina di stoffa imbottita (e applicata con mille mila cuciture di rinforzo per evitare che si stacchi). 
L'ho imbottito senza esagerare, in modo che sia morbido ma facile da acchiappare anche dalle manine più piccole.
E visto che finalmente è arrivato il freddo...una bella sciarpina di panno per tener calda la gola!



lunedì 6 giugno 2016

Sacchetti impermeabili per le scarpe

Con l'anno nuovo ho ripreso dopo tanto tempo la palestra. Mi ha fatto bene all'umore, al sonno, e ...speravo facesse bene anche al mio giro vita, invece dopo un breve calo si è fermato tutto...(sarà che mangio come un tribunale???)...vabbè.

Non sono abituata a vestirmi alla moda per andare a fare ginnastica, per me la palestra è un luogo dove si suda, si puzza (io in particolar modo) e d'istinto mi vestirei con le peggiori t-shirt, tanto dopo 1 ora devono essere lavate e rilavate. Non mi trucco per fare sport e mi pettino alla bell'e meglio (o alla meno peggio). E invece poi mi ritrovo a tu per tu con tipe tutte in tinta, dalla testa ai piedi, che non si spettinano nemmeno dopo 2 ore di saltelli e capriole. Il confronto è impietoso. 
Sia in palestra che negli spogliatoi, dove le tipe precisine sfoggiano una borsa-matrioska: ogni cosa è custodita in un sacchettino o borsettina della giusta dimensione, chiaramente con colori pastello perfettamente abbinati fra loro.

Io invece apro una borsa chiusa a pressione, dove la cintura dell'accappatoio è diventata un tutt'uno con il filo del phon, la spazzola non c'è perchè è rimasta sul lavandino di casa e il bagnoschiuma vaga indisturbato fra la biancheria pulita. Un disastro.
Ma l'apice l'ho toccato quando ho tirato fuori scarpe e ciabatte rigorosamente incartate in un sacchettaccio di plastica mezzo scolorito dell'ortolano sotto casa. A tutto c'è un limite. Questa volta l'ho capito anche io.

Ho capito che...
...anche se ormai vado per i 36 (sigh! sob!)
...anche se vado in palestra per cercare di consumare 2 cm di fianchi e non per conquistare l'istruttore 
...anche se l'immagine non è la cosa più importante
...però devo avere un po' di amor proprio e di rispetto per me stessa. Che alla fine nonostante i miei rotolini non sono poi così male, ma se mi presento sempre come appena uscita dal tornado non potrà notarlo nessuno.
Perchè -diciamocelo- ricevere un complimento fa stare bene, anche quando a farlo è una donna, anche quando si parla di una maglietta intonata.

E così ho fatto un bel ripulisti nel mio cassetto della ginnastica, sono andata da Decathlon e ho rinnovato un po' la situazione.
Per rimediare alla borsa ho arraffato un paio di beauty e sacchettini che giacevano in un cassetto e adesso phon e bagnoschiuma sono sistemati.

Ma che fare per le scarpe e le ciabatte???
Servono sacchetti grandi e impermeabili, come rimediare senza ricadere nel sacchetto oRendo??

Mi è venuto incontro un banchino di cianfrusaglie del mercato. con 5 euro mi sono accaparrata una tenda da sole a strisce da cui ho ricavato 2 sacchetti: grandi, impermeabili e lavabili.


Quello delle scarpe l'ho rifinito con una pence sul fondo, in modo da dargli il giusto volume per contenere le scarpe.
1 ora di lavoro e 2 cordini di recupero. Non male, no?

Confesso, adesso quando sono nello spogliatoio mi vergogno solo (si fa per dire) dei miei rotolini, almeno la presentazione borsa mi fa sentire a posto!!


giovedì 14 aprile 2016

Bavaglini fantasia

Ho scoperto troppo tardi quanto sia facile cucire bavaglini di forme e fantasie diverse. Troppo tardi, almeno, per i miei bimbi. Il grande ormai porta il bavaglino solo all'asilo (e quando si ricorda di portarlo) anche se comunque non gli serve più. Il piccolo in realtà si sbrodola e si impatacca, ma vede il fratello che è senza...e non lo vuole.
Ma per fortuna ho un sacco di amiche con la pancia e posso sbizzarrirmi con loro!

Per il neo arrivato Kurmi ho preparato questi due bavaglini morbidi in cotone fantasia e spugna, uno con la forma classica stondata, l'altro con una forma a bandana. Entrambi chiusi da un bottone a clip, velocissimo da aprire e chiudere.

Cucire bavaglini è divertente e facilissimo, non importa neanche avere un cartamodello, basta prendere uno di quelli che avete in casa e ricalcarne la sagoma. Sul davanti potete sbizzarrirvi con fantasie e applicazioni (ma ricordate di non usare bottoni o perline che potrebbero staccarsi ed essere ingeriti!!) mentre per il retro basta della semplice spugna, che potrete ricavare anche da vecchi asciugamani.

Qui potete vedere i bavaglini splendidamente indossati da due modelli di eccezione: Giuggiolone, a cui il bavaglino fa da coperta e Cosimo, che ammira gli aeroplanini.



lunedì 22 febbraio 2016

L'orto di Petuzzo

Un paio di settimane fa, durante la riunione del nido mi hanno rifilato sono aggiudicata un lavoretto da fare a casa. Le maestre del piccolo C hanno chiesto a noi mamme di aiutarle a preparare il materiale per una scatola narrativa. 
Non sapete cos'è una scatola narrativa? ok, ci provo.
Una scatola narrativa è una scatola (appunto) che contiene tutto l'occorrente per raccontare una storia: di solito c'è un "tappetino" che funziona da base/palcoscenico per il racconto della storia e si stende all'inizio del racconto davanti ai bambini, poi durante il racconto dalla scatola saltano fuori piccoli personaggi o oggettini che aiutano i bambini a visualizzare la storia.
In questo caso la storia da rappresentare era quella di Petuzzo, una filastrocca della tradizione Fiorentina in cui una mamma chiede al bambino Petuzzo di "andare nell'ortuzzo a prendere un cavoluzzo per il babbo che sta male". Ovviamente Petuzzo dice di NO e da qui si innesca un meccanismo a cascata in cui vai personaggi vengono chiamati in soccorso dalla mamma per convincere Petuzzo e rispondono sempre di no. Solo il gatto, alla fine, dirà di sì e questo scatenerà una cascata di Sì al contrario, fino a che Petuzzo si convincerà ad andare nell'ortuzzo.
Se volete leggervela tutta la trovate qui.

Ma torniamo al mio lavoretto, che mi ha visto impegnata nelle serate delle ultime 2 settimane.

Durante la riunione le maestre hanno chiesto chi si offriva di rivestire una scatola di stoffa. Facile, dai. Ma non mi sono offerta, mi pareva brutto fare quella che sa fare sempre tutto. 
Poi hanno chiesto chi si offriva di preparare i personaggi con dei gomitolini di lana. Di nuovo son stata zitta. Ma il problema è che son state zitte tutte. Sigh!
A fine riunione un'anima pia si è offerta per i gomitolini, ma per la scatola ancora nulla. E si è sentita una vocina di fondo "ma la mamma di C è tanto brava...". E via tutti "dai, dai, falla te! falla te!".
Ok, mi son detta, rivestire una scatola di stoffa è facile e veloce, si può fare. E ho accettato. Lo avessi mai fatto. 
Insieme alla scatola è arrivata la fregatura la richiesta: "sai, ci servirebbe anche un tappetino...magari che rappresenti l'orto...". Lo sapevo. Sgrunt!

Il problema non era tanto che non sapevo dove trovare il tempo, che forse non mi bastava la stoffa...no, il problema era il soggetto: ma voi avete mai pensato di cucire un ORTO?!? No, vi capisco. E del resto mi pare che a pochi sia mai venuto in mente, visto che anche in rete ho trovato ben pochi spunti.
Pensa che ti ripensa, ho improvvisato un orto con un feltro marrone trapuntato giallo-ocra e sopra ci ho cucito delle verdure monodimensionali (per niente proporzionate) e un cavoluzzo 3D.


Sono molto soddisfatta, sì, lo ammetto e me ne vanto. Perchè me lo sono pensato e fatto tutto da sola.

Per semplicità ho scelto di lavorare con il pannolenci, perchè non filaccia, non ha bisogno di orli ed è un materiale molto adatto alle manine paciocchine dei bambini. E poi in casa ne avevo tanto e di tanti colori e mi ha permesso di non acquistare nulla.

Vi lascio anche qualche particolare: non fate caso alle cuciture storte e imprecise, non sono un asso con la macchina da cucire ma l'insieme funziona e questo basta per un progetto casalingo ad uso casalingo.

Il cavoluzzo e i pomodori
i broccoli, i peperoni e le melanzane
le carote e i cipollotti

E' stata una faticaccia, lo ammetto, ma ora ne rifarei altri 100.


  

giovedì 18 febbraio 2016

Nuova vita ai vecchi abiti

Mi capita spesso di non riuscire a buttare alcuni capi che non mi vanno più solo perchè ci sono affezionata o perchè hanno una bella fantasia. Questo accade ancora di più con gli abiti dei miei figli, che hanno disegni bellissimi e di solito diventano piccoli ancor prima che lisi.

Quando posso (leggi: il non.marito non se ne accorge) li archivio in uno scatolone, in attesa di trovargli un uso migliore. Perchè c'è sempre un modo di riciclare un indumento e anzi, è un ottimo modo di continuare ad utilizzare qualcosa che ci piace.

Questo sacchettino per esempio l'ho ricavato da un body di mio figlio che non andava più: non è delizioso quell'autobus rosso? come poteva finire nel cassonetto??!? 

Per non parlare della simpatica scimmietta sul retro.
Per farlo ho utilizzato la parte davanti e quella dietro, ma le maniche le ho nuovamente archiviate, son troppo belline, non si sa mai.

Invece da un mio vecchio golf è saltato fuori questo orsetto morbidone a righe, che correrà presto a scaldare la culla di qualche bambino che lo sbaverà tutto.

Il pattern è quello già più che collaudato che avevo già utilizzato qui e qui.

Che ne dite? voi come riciclate si solito i vestiti che non mettete più?

PS - ieri ho trovato altre due magline tenerine che hanno bisogno di una nuova vita...suggerimenti?

mercoledì 13 gennaio 2016

Work (parecchio) in progress

Ehi, ciao!
Speravate Pensavate fossi sparita, vero?..invece no!

Dopo gli ozi delle feste natalizie, in cui mi sono dedicata a figli, giochi, luuuunghe dormite e taaaante leccornie...l'ufficio mi ha richiamato all'ordine!!

E io non ero per niente pronta a ripartire in bomba. Ma un ritaglino di tempo per i miei lavoretti cerco di ritagliarmelo sempre, non fosse altro che per mantenere un po' di sanità mentale.

Con l'anno nuovo sono partita da questa.


Una vecchia gonna che non mettevo più e che mi dispiaceva buttare. Si sta trasformando, un passettino per volta un una borsa primaverile. Ma non voglio anticiparvi altro.

A presto!

martedì 24 novembre 2015

Cronaca di un disastro

Quando qualcuno vi dirà che applicare lo sbieco con la macchina da cucire è semplice, non credetegli. Vi sta mentendo. 
Pagine e pagine di blog invitano alla prova con immagini e video che "Oh, ma che facile, un gioco da ragazzi!" ma è solo un trucco: vogliono vedervi fallire. In realtà l'applicazione dello sbieco con la macchina da cucire richiede pazienza, taaaaaaanta pazienza e precisione, tantiiiiiisssima precisione. E una stanza tranquilla e silenziosa per favorire la vostra massima concentrazione. 
Ma anche questo potrebbe non essere sufficiente, sappiatelo.

Dopo aver letto e visto decine di tutorial su come fosse facile applicare uno sbieco ed essermi convinta che ce la potevo fare, mi sono lanciata allegra e pimpante nella realizzazione di due tovagliette americane da regalare per Natale. Avevo uno scampolo di stoffa fantasia, che ho abbinato con un cotone quadrettato rosso/ecrù. Ho tagliato i rettangoli e li ho fissati rovescio contro rovescio con uno zig zag tutto intorno al bordo per farli stare fermi. Da lì, poi è partita la tragedia.
Per davvero.

Il primo scoglio è stato appuntare lo sbieco giro giro alla tovaglietta: milioni di tutorial per lo sbieco ma pochissimi che fanno vedere come applicarlo sugli angoli. E ogni tovaglietta ne ha 4, di angoli. Sissignori.
Per fortuna un librino con i fondamenti del cucito che mi aveva regalato la mamma riportava le istruzioni passo passo. Ho sudato 7 camicie, ma ce l'ho fatta. E dopo aver messo l'ultimo spillo ho cucito.

Via gli spilli, adesso si doveva riportare a dritto lo sbieco e appuntarlo di nuovo per la seconda cucitura. Facile. A parte dare una forma decente agli angoli ma "sarà che è la prima volta" mi son detta. E via con la seconda cucitura, che doveva essere fatta a dritto, a filo dello sbieco in modo da acchiappare sul retro l'altro margine.

Non sono riuscita a non montare mai col piedino sul nastro sbieco -e vabbè- e nemmeno ad essere precisa sugli angoli come avrei voluto, ma...la vera sfida è stato riuscire a non mancare il risvolto sul rovescio, che nei tutorial non lo dicono, ma non è poi così scontato!!
Tu prendi le misure cento volte, metti gli spilli, poi li controlli, poi arrivi a cucire e ti concentri "devo andare diritta, devo andare diritta! vicino al nastro, mano ferma, velocità costante..." poi arrivi a togliere il lavoro da sotto la macchina, lo giri e... AAAARRRGGGHHHH!!!
Hai cileccato il rovescio in alcuni punti (non si capisce bene come, visto che hai preso le misure anche con il calibro) e quindi il nastro non è cucito alla tovaglietta.

Ho chiuso tutto e rimesso a posto. Solo la mattina dopo, a mente fredda, mi son messa lì e a mano ho recuperato il recuperabile.

A corredo delle tovagliette con l'avanzo della stoffa fantasia ho ricavato un cestino porta pane secondo il mio solito schema che non delide mai (puoi vederlo qui). Stavolta senza sbieco. Ci sarebbe stato bene a rifinitura del bordo, ma no, non se ne parla nemmeno.

Ecco le foto del mio set da colazione, fatte da lontano in modo che non si vedano le cuciture sbilenche e gli angoli arrotondati. Sarà comunque passabile come regalo? Ancora devo deciderlo.

Vabbè, in fin dei conti "Sbagliando s'impara" e io ho imparato che...
...non userò mai più lo sbieco!! AHAHAHAH!!

E voi vi siete mai cimentate? è davvero così difficile avere un buon risultato oppure sono io che sono una frana?!?






giovedì 10 settembre 2015

Set per asilo nido a tema mare

Fra pochi giorni anche il piccoletto di casa inizierà la sua avventura con la scuola ed andrà all'asilo nido. 
Che emozione, ha già 1 anno!
Per una occasione speciale bisognava che la mamma preparasse qualcosa di speciale, non trovate? E così quest'estate ho passato i miei momenti liberi architettando questo set per l'asilo, composto da 2 sacchettini di stoffa e una scatolina rivestita di stoffa

Il nido di mio figlio ci aveva chiesto infatti 2 sacchetti di stoffa: uno da lasciare a scuola con un cambio, l'altro servirà invece per portare avanti e indietro da casa un bavaglino pulito ogni giorno.
Inoltre, ad ogni genitore era stato affidato un compito: preparare una scatolina che il bambino lascerà nella sua buchetta e in cui potrà conservare il ciuccio, un giochino portato da casa e tutti i piccoli tesori che raccoglierà in giardino.

Per il mio bambino più grande, 3 anni fa avevo ricamato a punto croce un nastro di tela aida e mia suocera aveva cucito dei sacchettini applicandocela sopra. Questa volta, visto che ho imparato a cucire, i sacchetti li ho voluti fare io stessa e per quello che farà ogni giorno il percorso casa/asilo ho pensato ad un modello a forma di pesce, che avevo visto su una rivista molto tempo fa.

Così è nato lui, un simpatico pescione multicolor. All'inizio volevo inserire anche qui un ricamino punto croce, ma poi ho optato per una soluzione diversa, scrivere il nome direttamente sulla coda, con dei pennarelli da stoffa.

Soddisfatta del mio lavoro, bisognava poi pensare all'altro sacchetto, che dovendo contenere il cambio doveva essere bello ampio e di forma regolare. Di stoffa me ne era avanzata tanta, ma nessun ritaglio che bastasse da solo, quindi mi sono lanciata nel mio primo (faticoso!) progetto di patchwork: ho ricavato tante strisce alte 5 cm e lunghe tutte uguali, le ho unite alternando le fantasie e ho aggiunto due passanti verdi utilizzando altri avanzi che avevo in casa. E' stato un lavoro bello lungo, soprattutto perchè ad ogni unione striscia-con-striscia ho voluto ripassare i bordi a zig zag per non far sfilacciare la stoffa. Con lo stesso verde dei passanti ho ricavato delle lettere per scrivere il nome. Mi sono aiutata con la carta termo adesiva, ma disegnare le lettere C e S al contrario è stata una bella impresa, così come riuscire a disegnare tutte lettere delle stesse dimensioni. Anche se bastava un colpo di ferro per attaccare le lettere, le ho volute rifinire con un piccolo punto festone a macchina. Bello, eh, ma mi ci sono finita gli occhi...
Non volevo foderare il sacchetto, ma alla fine ho dovuto farlo (sigh!), perchè per quanto mi sia sforzata di rifinire tutto non mi piaceva vedere nell'interno mille fili e cuciture.






Infine la scatolina. Non avevo molte idee e nemmeno ispirazioni che potessero essere di aiuto. Per il più grande avevo scelto il tema del bosco (puoi vederlo qui), alla fine, ispirata dal sacchetto-pesce e dalla stoffa azzurra ho scelto il tema mare.

Che ve ne pare? tutto pronto appena in tempo per l'inizio della scuola, ora non resta che aspettare che suoni la campanella!




martedì 14 luglio 2015

Fascia per capelli

Avevo voglia di un accessorio sfizioso per il mare e che fosse veloce veloce da fare e allora mi sono ricordata di un bel tutorial trovato su Plus...Kawaii! e una sera dopo cena mi sono lanciata.

Ecco la mia nuova fascia per capelli: la cosa divertente è che all'interno ha un'anima di metallo con si può dare al fiocco la forma preferita.



La realizzazione è di una facilità disarmante, forse anche grazie al bel tutorial di Miria. Volete farla anche voi? Andate qui e lei vi spiegherà come fare.



sabato 11 luglio 2015

Riciclo di un costume

Ogni anno al fatidico cambio degli armadi ci passano sotto mano un sacco di indumenti che non ci mettiamo da tempo, vuoi perchè non ci stanno più o son passati di moda, ma ci dispiace buttare: la stoffa è ancora buona, la fantasia è bellina...ad ogni stagione finisco col tenere nel cassetto cose che non indosserò mai e poi magari me ne compro di nuove che ho sempre indosso. A voi non capita di trascinarvi per anni gli stessi indumenti che non vi entusiasmano ma che sono buoni e allora non si buttano?

Faccio una premessa: NON ho letto Marie Kondo e "Il magico potere del riordino" anche se ne avrei un gran bisogno. Non ho il coraggio. Provengo da generazioni di accumulatrici, che non buttavano via nulla perchè non si sa mai o perchè almeno si tiene di ricordo, capite che per me sarebbe un trauma. Già da quando convivo ho dovuto per forza cambiare il tiro, perchè devo gestire spazi diversi e perchè vivo con un ordinato, che riesce a selezionare facilmente l'inutile dall'utile e a fare a meno degli oggetti del passato.
Però da un po' di tempo ho imparato ad apprezzare l'arte del decluttering, a fare pulizia di ciò che serve o non serve, eliminare i doppioni, l'inutilizzato e a selezionare con più cura gli oggetti che acquisto.
Così anche durante lo stagionale cambio degli armadi ho imparato a disfarmi di ciò che non era di buona qualità, o che tenevo solo per ricordo affettivo o che conservavo nella (vana) speranza di perdere qualche chilo. Non è facile, almeno non per me, ma in effetti un guardaroba fatto solo di pezzi che indossi con piacere ti fa sentire meglio. Anche se i capi sono meno. 
Conservare però ha i suoi lati positivi: se mia madre non lo avesse fatto non avrei potuto far dormire i miei piccoli nella mia culla, non avrei potuto leggergli i miei libri di fiabe, non avrei la mia scorta di pizzi e merletti, o i fili da ricamo di mia zia.
Insomma, è una dura battaglia. Voi come fate?

Ma sono andata fuori tema. volevo mostrarvi il mio ultimo lavoro di riciclo che ha visto come protagonista un vecchio costume del non marito. Uno di quei famosi capi che gli dispiaceva buttare perchè "è bello e buono" ma poi alla fine non si metteva mai.

Con qualche taglio e poche cuciture (nemmeno troppo precise) il costume a pantaloncino da ragazzo alla moda si è trasformato in una bustina portatutto rettangolare e in una sacchetta tubolare che sarà dedicata al cavalletto della macchina fotografica.


Non so cosa ne direbbe Marie Kondo, ma io sono soddisfatta, ho trasformato un oggetto inutile in qualcosa di utile e senza spendere un euro.


domenica 21 giugno 2015

Bavaglino Bandana

Era un sacco di tempo che mi frullava in mente l'idea di provare a fare qualche bavaglino per i miei bimbi. Ormai il grande non li usa più, ma con il piccoletto posso ancora sbizzarrirmi. E poi ci sono i figli delle mie amiche a cui posso fare qualche regalo, no? Insomma, ogni scusa è buona per fare un lavorino.

Ero partita con l'idea di un bavaglino classico, ma mentre cercavo nel mio baule una stoffa con una fantasia adatta, mi sono imbattuta in un ritaglio a forma di triangolo e lì è partita l'idea del bavaglino-bandana, in rete noto come bandana bib.

Così un ritaglio forse un avanzo di tende da cucina?) ha trovato il suo perfetto abbinamento con della spugna arancione, riciclo di un vecchio asciugamano.


di stoffa a quadratoni bianchi e marroni (
La decorazione, visto il periodo estivo, è a tema marinaro ed è stata ottenuta sempre da piccoli ritagli di stoffa (perchè qui non si butta via nulla, cari miei).
Per chiusura un bottone automatico.

Ecco a voi la bandanina splendidamente indossata da Giuggiolone.


E qualche particolare: 

Il fronte/retro. 


L'applicazione a punto festone.

Nel mio cestino dei lavori giacciono già i materiali pronti per un bavaglino classico, perchè non ho ancora abbandonato l'idea.

Stay tuned!!

Con questo lavoretto partecipo al Linky Party di My Candy Country!



lunedì 25 maggio 2015

Tracolla multicolor

C'è una persona a cui non riesco a dire di no quando mi chiede di creare qualcosa: è il non-marito.
Quello che si lamenta ogni volta che porto a casa un gomitolo nuovo ("e dove lo mettiamo?!?"), che mi brontola quando mi trova intenta con la macchina da cucire e ho dimenticato di preparare la cena, che non si rassegna mai al fatto che finito un progetto ne riparte sempre un altro.
Quando pronuncia la frase: "Tesoro, mi faresti...?" il mio volto si illumina e mi prende la sorriso-paresi. Finalmente posso sfoggiare il mio sapere, mostrargli stoffe, fili e gancini orgogliosa del fatto che ogni acquisto ha un senso. Ora deve darmene atto.

Il brontolone in questione era rimasto molto colpito dalla tracolla che avevo fatto a Natale per la macchina fotografica del piccoletto (qui) e adesso che lui si è comprato la macchina nuova, me ne ha chiesta una tutta per sè.

La scelta della stoffa è stata affar suo (fosse stata per me sarei andata su cuoricini e fiorellini, ma non mi pareva il caso...), io mi sono limitata ad eseguire.

Dato che la stoffa scelta era un cotone canapa piuttosto grosso e la macchina da reggere non è molto pesante, ho ritenuto non necessario inserire tra i 2 strati di stoffa una teletta di rinforzo.

Come per la tracolla fatta a Natale, alle estremità ho rifinito con ritagli di jeans e ho messo due moschettoni, che consentono un aggancio/sgancio rapido dalla macchina, che in questo caso era già dotata di anellini metallici in cui far scorrere la tracolla originale.





Ecco qua, un lavoretto facile, veloce e di sicuro successo ;)

Chi vuole una tracolla personalizzata? magari con il proprio nome o un disegno particolare?







giovedì 30 aprile 2015

Sembrava un guanto ma non lo era!

Finalmente Primavera, si ripongono le sciarpe e si sventolano foularini, si abbandonano i golfoni a collo alto e si indossano magliette fluo multicolor.
Durante il temutissimo e noiosissimo cambio degli armadi vi capiterà senz'altro di trovare un guanto spaiato che però è tanto bellino o vi ricorda di quel viaggio a Parigi in cui lo avete comprato e vi dispiace buttarlo via. D'altra parte conservare un guanto solo è da maniaci accumulatori compulsivi...ma dare una nuova vita a quel guanto è una trovata furbetta per non liberarsene!

Ecco così che il mio guantino solingo si trasforma in poche e semplici mosse in un simpatico mostriciattolo.



Basta un po' di fantasia, qualche ritaglio di feltro, due bottoni (ma anche no), ago e filo e un po' di imbottitura e il gioco è fatto.

In questo caso il guanto non è un ricordo, nè è particolarmente bello, così il piccolo mostrillo può serenamente finire nella cesta dei giochi a farsi spupazzare da manine bavose e grassocce...
...anche io se fossi un guanto spaiato preferirei le torture di un bimbo al cassonetto!!




martedì 16 dicembre 2014

Tracolla per macchina fotografica

Questo è un post di Natale anche se in realtà non sembra. 
Quest'anno il piccoletto, che ormai è diventato grande, riceverà in regalo una macchina fotografica tutta sua. Anti urto, anti acqua, anti sabbia. In dotazione nella scatola c'era anche un bellissimo zainetto e un laccino da polso, ma non una tracolla. E allora ci ho pensato io!



Una stoffa da maschietto, qualche ritaglio di jeans e in mezz'ora era tutto pronto. 





Per una aggancio rapido ho optato per dei moschettoni.



Che ve ne pare? Cari amici (e amiche) appassionati di fotografia, io di foto non ci capisco nulla ma se volete una tracolla personalizzata ve la faccio volentieri!


venerdì 28 novembre 2014

Macchina nuova e una Bandana di riciclo

Quest'estate la mia macchina da cucire ha tirato il calzino. Dapprima era solo una difficoltà di trascinamento, poi la tensione del filo che non andava mai bene...alla fine non riuscivo a cucire più di 10 cm che mi toccava fermarmi perchè si bloccava e dovevo perdere tantissimo tempo a scucire i grovigli di filo che si formavano sul rovescio del lavoro...insomma, una tragedia!
Ho provato a chiedere consiglio, a farla riparare dal non-marito tuttofare, ma non c'era niente da fare. D'altra parte la mia vecchia macchina era stata -a detta di tutti- un acquisto non molto valido: buono il prezzo, ma la qualità era tutta una scommessa. Persa.

E vabbè, sbagliando s'impara, e così questa volta non mi sono lanciata da sola alla ricerca di una degna sostituta, ma mi sono fatta consigliare da chi le vende e da chi le ripara e finalmente ieri è arrivata lei:



Bella, rosa (!), veloce e silenziosa. Uno spasso!

Inutile dire che l'ho provata subito, avevo giusto un paio di lavoretti che erano rimasti fermi in attesa delle ultime cuciture e che non vedevo l'ora di finire.

Prima fra tutte lei, una riciclosa bandana con trina.

Vi capita mai durante il cambio degli armadi di non sapere se tenere o buttare una maglia che vi piace tanto, ma per qualche motivo non mettete più? Io lo facevo sempre, con il risultato che il cassetto si riempiva di capi carini ma inutili. Che senso ha??
Meglio riciclare la maglia trasformandola in qualcosa di più utile. A volte ho realizzato dei sacchetti, questa volta una bandana.

Stavolta ho riciclato una maglietta XL che avevo comprato quest'estate per coprire il pancione: dalla schiena ho ritagliato un quadrato, poi l'ho piegato lungo la diagonale e ho inserito la trina sui lati corti.
Ho cucito dritto contro dritto lasciando una apertura per risvoltare e ho chiuso a mano con sottopunto.

Forse un po' primaverile la fantasia, pazienza la metterò da parte per la bella stagione.


domenica 3 agosto 2014

Decorazioni a mano libera

Ne ho viste tante e alla fine ci ho voluto provare anche io: ecco qui la mia prima decorazione cucita a mano libera (o piedino libero) con la macchina da cucire.



Questo piccolo cupcake è parte di un regalino di compleanno per una mia cara amica, di cui si intuisce il tema, ma che non posso ancora mostrarvi. Non è preciso e perfetto, però come primissimo tentativo non è poi così male e infatti l'ho salvato. 
Cucire a mano libera con la macchina da cucire è difficile, soprattutto se si deve seguire una figura precisa o mantenere un margine. Io invidio profondamente chi riesce a fare veri e propri ricami, perchè in effetti la teoria è molto semplice, ma poi in pratica...che casino!!

Ma ci riproverò, prima di quello che credete. Stay tuned!

mercoledì 25 giugno 2014

Cuscino con semi di ciliegia

Avete presente quei cuscini morbidosi riempiti con semi di ciliegie che costano un occhio della testa?
Quest'anno abbiamo pensato: "perchè non provare a tenere da parte i noccioli delle ciliegie che mangiamo e cene facciamo uno da noi?". Sì, avete letto bene, abbiamo pensato, perchè questa volta c'è lo zampino del non-marito....e allora, potevo dirgli di no?!? Almeno stavolta non potrà lamentarsi dell'entropia che aumenta in casa, l'ha voluto lui!!

Ok, l'idea c'era ed era buona, ma...avete presente quanti ne servono?!? Anche se noi 2 e il nano (soprattutto il nano) siamo campioni nel divorare ciliegie, i nostri sforzi proprio non bastavano. Così ho schiavizzato chiesto gentilmente una mano ai miei, approfittando del fatto che la mia mamma voleva preparare un po' di marmellata e ne avrebbe avuti diversi.

Il procedimento è banale, ma lunghissimo.

1. Prima di tutto si mangiano le ciliegie e si tengono da parte i noccioli.
2. Poi si mettono i noccioli in un pentolino con l'acqua e si fanno bollire per almeno 1 ora. Attenzione, se i noccioli sono tanti rispetto all'acqua 1 ora potrebbe non bastare.
3. Si fanno freddare i noccioli e si stropicciano fra le mani in modo da far staccare i residui di polpa ancora attaccati. Se la polpa non si stacca bene, invece di impazzire con mille spazzolini (come ho fatto io all'inizio), vi consiglio di far ribollire i noccioli e ripartire, vedrete che è più semplice.
4. Quindi si mettono i noccioli ad asciugare e seccare al sole avendo cura di girarli ogni tanto.

Ecco, adesso avrete pronti i vostri noccioli, che appariranno più o meno così:




Se sarete stati bravi saranno tutti belli bianchi, altrimenti potrebbero avere qualche macchietta scura per via della polpa che non è venuta via bene bene, ma se è tutto secco non c'è di che preoccuparsi.

Adesso scegliete una forma per il vostro cuscino, cucitelo, riempitelo e chiudetelo. Mi raccomando: deve essere fatto in cotone o altri materiali naturali traspiranti, non in plastica.
Prendete e misure del vostro cuscino finito e cucite una fodera con una apertura in velcro, o con bottini automatici, in modo da poterla lavare facilmente. L'interno invece non potrà più essere lavato o rovinerete i noccioli.

Questi cuscini, oltre che morbidi, hanno la proprietà di mantenere il caldo e il freddo, basta scaldarli qualche minuto nel microonde o metterli in freezer (in questo caso prima avvolgeteli in una busta di plastica per non farli bagnare.
Io li ho provati subito in microonde e devo dire che funzionano molto bene come alternativa alla borsina dell'acqua calda.
Certo che adesso con questo clima caldo-umido proprio non ti viene la voglia...ma d'altra parte il periodo delle ciliegie è questo, non si poteva rimandare.

Grazie a questo lavoretto ho capito perchè questi cuscini costano tanto: preparare i noccioli è un lavoro lungo e noioso e per riempire un cuscino ne servono davvero tanti!!
Considerate che io ho conservato i noccioli di circa 3 kg di ciliegie per un risultato totale di 500g scarsi di noccioli lavati e seccati, che mi sono bastati a riempire 2 cuscini piccoli, uno di dimensioni 12x25 cm, l'altro (quello in foto) 12x12cm.

Per questo, rinuncio senza dispiacere alla proposta della mamma di "prepararne tanti per fare dei pensierini per Natale"...no grazie, mi inventerò qualcos'altro!!